storica · 26. settembre 2020
Pur riconoscendo lo sforzo e il sentire di molti militanti determinato dall’orrore che vedono, penso che certe manifestazioni e molte conferenze tendono a essere superate dal corso dei tempi. Conferenze fatte con i soliti animalisti presenti per ripetersi le stesse cose sono diventate obsolete e inutili. Interventi dettati indubbiamente dalla rabbia e dall’impotenza davanti a ciò che definirei il male. Ma sto notando, nel Paese dove vivo, qualcosa di veramente nuovo. Sto vedendo come...
filosofica · 28. luglio 2020
Nella misura in cui l'universo è regolato o ha processi regolati dall'informazione, ed in un senso non computazionale, la generazione spontanea assume un altro significato e somiglia vieppiù a cosa gli è stato contrapposto. Ossia il contrasto tra vitalisti e materialisti viene meno. I materialisti sono costretti ad ammettere una "intelligenza diffusa" ed i vitalisti a vedere nella loro posizione soltanto un caso. Come diceva Bruno, è una questione di quantità, non qualità.
filosofica · 21. luglio 2020
Ci sono momenti e luoghi del discorso in cui ciò che conta non sta nella genesi di quanto si dice, ma nel risultato. Il rapporto è lo stesso che c'è tra relativo ed assoluto. Ed è il finito che si infinitizza. Ciò è certamente accaduto quando manichei, gnostici e saggi di qualunque tipo e sostanza hanno riconosciuto il valore in sé di qualunque essere senziente ( e dove spingere il senziente). Valore dato dalla sua fragilità. La vera questione non è la morte, ma il considerare l'essere...
filosofica · 18. luglio 2020
Assunto che il nulla è "certo" quanto l’essere, poiché il primo è la semplice negazione del secondo, ossia di qualunque ente, un nihil negativum irrappresentabile, sicché non vi rientra il vuoto di qualunque genere di cui parla la fisica, veniamo al nostro. Se una condizione conduce al nulla così inteso, essa è letteralmente impossibile (modalità della negazione della realtà, qualunque sia). Poiché il divenire comporta il nulla (o niente, come dice Severino), allora il divenire è...
storica · 20. marzo 2020
In un pianeta malato occorre cercare la fonte della malattia, piuttosto che combattere il sintomo: il virus. Dove eravamo? Eravamo ai galletti allevati all'aria aperta, con cibo salutare, accuratamente selezionato e acqua pulita, pronti ad esser scannati. Alle flotte certificate per una pesca del tonno sostenibile. Eravamo alla carne biologica. Ai robot impollinatori e a redivive colture perenni a carattere industriale. Alle immense distese di soia per animali ed alle farine di carne per...
storica · 01. novembre 2019
LA SALDATURA EPOCALE TRA LA LOTTA CONTRO IL RISCALDAMENTO GLOBALE E LA DIFESA DEL NON UMANO. La nascita del movimento vegano Animal Rebellion come ala militante di Extiction Rebellion. Difesa del movimento a due teste del non umano, delle foreste, degli oceani e di tutto quello che vive. Un cambiamento epocale che include l’attacco di Animal Rebellion al mercato della carne e il tentativo di spingere la nazione verso il veganismo Animal Rebellion è ora l’ala vegana militante del grande...
storica · 01. novembre 2019
Il consumo della carne, in certe fasi, in varie forme, modalità e misura è un fatto storico comune a numerose specie del genere Homo, compresa la nostra, così in varie forme e modalità la predazione (organismi eterotrofi, la gran parte degli organismi è autotrofa). La domesticazione degli animali invece è un fatto che caratterizza una certa fase storica della nostra specie e nulla c'entra con la predazione (o lo scavenge). Possiamo dunque considerare la prima "naturale" e la seconda...
storica · 01. novembre 2019
Taluno già osservava in anni non sospetti “come la competizione generale sul mercato del lavoro, così le discriminazioni fanno abbassare il saggio generale del salario e incrementano la redditività del capitale. Il loro utilizzo è tanto vecchio quanto lo stesso capitalismo. La storia del proletariato è anche la storia della competizione e della discriminazione all’interno di questa classe, che ha diviso i lavoratori irlandesi dai britannici, gli algerini dai francesi, i neri dai...
filosofica · 01. novembre 2019
Possiamo concepire il "libero arbitrio" come un tendere indefinito verso una riduzione del "condizionamento". Esso tuttavia sarebbe reso possibile per i più da determinate condizioni sociali, ossia presuppone delle condizioni necessarie, come quelle fino ad ora date lo hanno totalmente impedito, specie nei nostri tempi di "virtù democratiche". Sino ad ora quel "tendere" è stato solo prerogativa di pochi individui della nostra specie. Riguardo a ciò, per le altre specie empaticamente a noi...
filosofica · 01. novembre 2019
Per quanto si ritenga ampia ed a tratti completa, la "nostra" conoscenza è sempre e comunque una "prospettiva" sul mondo, non la "Verità". Chiamare in causa la "tecnica" per rimarcarne la natura "oggettiva" rappresenta il modo in cui facciamo entrare dalla finestra quanto cacciato dalla porta; ancora: fare di tale prospettiva un assoluto. Vi sono tanti mondi quanti sono gli esseri senzienti. 29/04/2011

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